Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina. Terra di latitanze, di omicidi in pieno giorno, di coprifuoco non scritto. La Corleone degli anni Duemila, l’hanno chiamata. Qui, dal 1993 al 2012, decine di uomini sono stati ammazzati. Armi. Droga. Pizzo. Paura. E poi i nomi che restano, come ferite aperte: Attilio Manca, Graziella Campagna, Adolfo Parmaliana, Beppe Alfano. Storie che non si chiudono mai davvero.
Eppure, proprio qui, nel cuore del territorio del clan dei barcellonesi – uno dei più potenti e spietati di Sicilia – qualcosa si incrina. Qualcuno dice no. Qualcuno trova il coraggio di denunciare. È una luce sottile all’inizio, quasi invisibile. Poi diventa una scia. Una fiaccolata antimafia. I lenzuoli bianchi alle finestre. Un respiro collettivo che rompe l’isolamento.