Riccardo sogna di conquistare il trono e per farlo è disposto a tutto: tradisce, manipola, uccide. A uno a uno, elimina rivali e parenti, con la complicità del fedele cugino. Ma questa versione del Riccardo III rompe le convenzioni sin dall’inizio: i personaggi non entrano in scena, ma emergono dal pubblico stesso. Sono lì, mescolati agli spettatori, come se la tragedia fosse già cominciata e nessuno potesse più sottrarsi al suo gioco. A sconvolgere ulteriormente il dramma è l’irruzione costante di Sepillo da Ypsigro. Le sue incursioni non sono solo comiche o dissacranti: sono affondi nella realtà che ci circonda. Sepillo smaschera l’assurdità del potere evocando la nostra attualità, con battute fulminanti, riferimenti alla politica, alla società e al costume contemporaneo. Il suo sguardo ironico e popolare rompe la tragedia e la restituisce alla piazza, come teatro civile e necessario. Mentre la tragedia si consuma tra le file degli spettatori, lo spettacolo si trasforma in un rituale condiviso, in cui nessuno può restare neutrale. Quando Riccardo, ormai solo, affronta la sua fine, le ultime parole di Sepillo risuonano come un’amarissima risata sull’insensatezza dell’ambizione. Riccardo III. Il potere a pezzi Ë una riscrittura originale e provocatoria, che unisce Shakespeare e la giullarata, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza teatrale spiazzante, viva, e profondamente attuale.