Omu a mari

2 e 3 AGOSTO 2021

Omu a mari

Il cunto delle sirene

di e con Gaspare Balsamo

  cortile Calapaj-D’Alcontres
  cena + spettacolo 35 €
  info e prenotazioni 348.7967879

Note

È incredibile quanto siano importanti le sirene nell’immaginario collettivo della matrice culturale mediterranea. Nella navigazione epica tra le acque orizzontali del Mediterraneo non si può non incontrare le famose sirene che hanno, da sempre, contribuito ad una diffusione solida della consapevolezza mediterranea. Il canto, la seduzione, l’acqua, la terra, la liminalità, la doppiezza, l’ibridismo, l’eversione e l’esplorazione sono tutte funzioni simboliche e caratteristiche pratiche che delineano le sirene. Grazie alla sfida con Odisseo, le belle fanciulle diventano, per la prima volta, protagoniste assolute di un episodio mitico, di un evento, di una narrazione che rimarrà indelebile nel nostro immaginario. Da lì, dal racconto omerico, sono migrate di racconto in racconto per giungere fino a noi passando da un genere all’altro, risalendo le correnti e le coste dell’oralità, della scrittura, navigando dal teatro alla pittura, dal cinema alla televisione. Tra tutte le figure mitologiche esse sono le più longeve. Arpie, erinni, chimere, satiri, centauri, di loro conosciamo, forse, il significato metaforico, ma poco o niente sappiano delle loro storie. Quelle delle incantatrice sullo scoglio a mare è tutta un’altra narrazione. Narrazione acustica, affabulatoria, profetica. Ci appartiene. La ragione della loro attrazione risiede tutta nel desiderio umano di sapere, sperimentare, incontrare, rischiare. Perché ci appartiene? Perché la sirena, questa creatura metà pesce e metà fimmina, la si può incontrare soltanto al confine di queste due dimensioni, quella marina e quella umana. E questo confine di incontro è la costa. La costa esplorata e attraccata dai naviganti e dagli uomini di mare che praticavano la navigazione antica del Mediterraneo. Cioè la navigazione costacosta che ha dato luogo alla civilizzazione a partire dall’Egeo e che ha contribuito a sviluppare la civiltà fra posti vicini o posti raggiungibili in questa navigazione relazionale. Una navigazione che, da un posto a posto attiguo, ha generato  forme di conoscenza progressiva. E duque, solo così, per questa via, si può incontrare e ci si può imbattere in una sirena. In una navigazione atlantica, oceanica, anonima, una sirena, invece, non la si incontra. Sulla linea di navigazione costacosta casacasa,  su quella linea navigabile che coincide col mondo epico che ha dato luogo alla civiltà occidentale, invece sì, le sirene si incontrano. E le sirene, sospinte dal vento marino della cultura ellenica, siceliota e magno-greca alla fine hanno colonizzato l’immaginario di molte altre culture, entrando così a far parte del patrimonio comune dell’umanità.

Lo spettacolo Omu a mari, fa parte, assieme allo spettacolo Epica fera, del dittico Horcynus, che è un progetto  che nace e si sviluppa a partire dalla riscrittura di alcune parti del romanzo di Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca. Protagonisti sono sempre i pescatori e gli uomini di mare dello Stretto Di Messina. Una comunità di uomini e donne raccontata nel loro complesso e plurale mondo di significati e appartenenze. Qui, in Omu a mari, è sviluppato il rapporto di formazione che si viene a creare tra il vecchio raccamatore di reti da pesca e cuntista di sirene e i giovani ragazzi che si aggingono a intraprendere la vita di mare. Mare costacosta casacasa regno delle sirene, vere e immaginarie, che contribuiranno alla crescita e alla formazione di questi giovani pescatori pronti a trafficare nuove e vecchie avventure nelle acque dello scill’e cariddi fatto e disfatto a ogni colpo di remo, dentro, più dentro dove il mare è mare.